Di Davide Ragozzini
Edito da Maestro Silenzio Edizioni
Edito da Maestro Silenzio Edizioni
Capitolo I: Il Cortocircuito Anatomico della Procreazione
La comprensione dell'Eros e della sensualità nella Terra di Mezzo richiede una sconsacrazione radicale dei parametri biologici. Se osserviamo i mammiferi e lo stadio animale, l'attrazione risponde unicamente a una necessità meccanica di calore e accoppiamento per la prosecuzione della specie. Ma la natura ha compiuto un innesto anatomico tanto particolare quanto denso di significato: ha stipato nello stesso identico perimetro del corpo umano l'uscita degli escrementi e gli organi deputati alla procreazione.
Se ci fermiamo a riflettere su questo assetto, lo sguardo attento del filosofo non può ignorare l'anomalia. È come se la biologia non avesse avuto altro posto disponibile. Se ci divertissimo a scorporare la sessualità e la procreazione dal magnetismo del piacere, ci ritroveremmo di fronte a organi che sono costantemente associati allo spurgo dei rifiuti corporei e che richiedono una pulizia continua. Se l'atto fosse neutro, doloroso o privo di una scarica ipnotica, la specie umana cesserebbe di esistere in un solo millesimo di secondo; l'individuo si rifiuterebbe di assecondare una dinamica legata alla zona delle escrezioni. La biologia ha dovuto inserire un piacere esagerato proprio lì per disattivare il deterrente biologico.
Capitolo II: L'Illusione Puritana dei Profumi Artificiali
In questo incastro, il canale principale di comunicazione è sempre stato l'olfatto. Gli animali si annusano per inerzia passiva; per loro l'odore non è sensualità civile o romanticismo da salotto, ma pura attrazione magnetica. La società umana, a partire dal Medioevo, ha eretto una barriera ipocrita coprendo ossessivamente ogni emanazione dell'Involucro biologico — l'odore delle ascelle, dei piedi, dei genitali — attraverso l'uso di profumi artificiali e detergenti chimici.
Ma la chimica dell'attrazione reale svela il bluff. Se una persona ci repelle o ci è indifferente, il suo odore corporeo ci infastidisce; al contrario, se con un partner vi è una reale risonanza erotica, l'odore intimo del sesso, delle ascelle o dei piedi all'interno di una giornata calda cessa di essere "sporco" e si trasforma in un potentissimo eccitatore atavico. È un richiamo primordiale impresso nella memoria profonda della carne, un tabù enorme che la Matrix stradale cerca di occultare ma che andrebbe radicalmente sradicato per ritrovare l'umanità del corpo.
Capitolo III: La Dicotomia del Piede e la Firma dell'Essenza
In questa archeologia dei sensi, il piede occupa una paratia curiosa e speculare agli organi sessuali. Condivide con essi due elementi identitari: l'odore atavico e la segretezza del costume. Nelle stagioni fredde, il piede rimane chiuso e occultato nelle scarpe, accumulando un magnetismo invisibile. D'estate, mentre i bikini moderni lasciano il corpo femminile praticamente nudo ed esposto allo sguardo distratto della massa, il piede conserva intatto il suo mistero.
L'attrazione per il piede non risiede nell'oggetto anatomico in sé, ma in una potente dicotomia geometrica. Da una parte vi è l'esaltazione estetica della forma attraverso la cura regale dell'unghietta pitturata con lo smalto rosso, un marcatore visivo che testimonia la consapevolezza che la donna ha del proprio Eros e della propria femminilità . Dall'altra parte, in perfetta antitesi, vi è l'odore naturale della pelle.
Questo odore non è un difetto da cancellare. Esattamente come i polpastrelli dei cani trattengono un odore caratteristico che funge da tracciatore stradale, l'odore del piede umano è la "firma" biologica dell'individuo. Entro un confine oggettivo, il condizionamento culturale della terraferma definisce questo odore come una puzza da coprire; in termini esoterici e filosofici, invece, esso rappresenta l'irradiazione chimica più pura dell'essenza di una persona. Adorare un piede curato che emette il proprio odore naturale significa unire gli antipodi: la bellezza sofisticata della mente e la verità animale della carne. Siamo attratti dal piede perché abbiamo sete di annusare la firma autentica e non contraffatta dell'anima che lo abita, a sforzo e Noise zero.
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