Di Davide Ragozzini
Edito da Maestro Silenzio Edizioni
Edito da Maestro Silenzio Edizioni
Capitolo I: La Trappola della Percezione Soggettiva
Nel panorama culturale contemporaneo, capita sempre più spesso di imbattersi in esperti, critici musicali o filosofi intenti a spiegare le ragioni scientifiche per cui, attualmente, la musica faccia schifo. È un'evidenza condivisa: la produzione acustica odierna appare priva di densità . Tuttavia, un'analisi onesta esige un passo indietro per non cadere nell'errore della percezione puramente soggettiva legata all'età anagrafica dell'Involucro biologico.
Negli anni Ottanta e Novanta, quando l'asse della mia ricerca giovanile era sintonizzato sulle frequenze dell'Heavy Metal, gli anziani e i cultori dell'epoca liquidavano quel suono come semplice rumore molesto, definendolo spazzatura. Oggi, a distanza di decenni, la maggior parte di quel catalogo Metal anni '80 e '90 è considerata dalla critica internazionale come un autentico capolavoro artistico, al di là del gusto personale. Di conseguenza, se oggi diciamo a un giovane che la musica che ascolta nel suo feed fa cagare, lui ci manderà giustamente a quel paese, liquidandoci come vecchi incapaci di comprendere i nuovi linguaggi.
Capitolo II: La Falsa Dicotomia dei Conservatori
Molti dei moderni critici musicali si spingono in analisi approfondite senza considerare questo filtro generazionale, eppure commettono un errore ingegneristico a monte. Sostengono che la musica odierna sia decaduta perché gli pseudo-artisti attuali usano semplicemente scorciatoie tecnologiche e software per assemblare tracce prive di forma artistica, facendo il paragone con i giganti del passato che provenivano tutti dai Conservatori istituzionali.
Questa è una paratia logica falsa. Anche negli anni d'oro, esisteva una scissione netta tra il "conservatore" e l'artista vero. Nella stragrande maggioranza dei casi, chi esce da un Conservatorio è un eccellente esecutore, un insegnante impeccabile o un bravissimo interprete di codici altrui; il vero compositore, l'artista puro, attinge invece a una radice completamente diversa, muovendosi spesso come autodidatta o attraverso percorsi eterodossi. Sebbene non si tratti di insiemi separati a compartimenti stagni — poiché molti accademici sono stati anche immensi compositori — è falso affermare che la grande musica del passato dipendesse dalle istituzioni. Eppure, al netto di questo errore dei critici, permane il dato oggettivo: qualcosa nel reattore acustico contemporaneo si è drammaticamente bloccato.
Capitolo III: Il Filtro Economico del Mainstream
Il cortocircuito dei professionisti della cultura risiede nell'incapacità di calcolare la variabile macroscopica davanti agli occhi di tutti: il Mainstream. Noi siamo ancora biologicamente e psicologicamente vittime del simbolo dello schermo televisivo e dei feed dei social; osserviamo ciò che il rubinetto algoritmico ci trasmette e cadiamo nell'inganno filosofico di credere che non esista altro al di fuori di quel perimetro.
Il problema reale non è l'assenza di artisti di grandissimo livello nel nostro tempo; essi sono presenti, nascosti nei silenzi dei garage. Il problema è che i poteri economici, le grandi case discografiche e i network multimediali che detengono il controllo della distribuzione scelgono deliberatamente di non proporli al pubblico. Il filtro non seleziona la qualità , ma spinge programmaticamente la spazzatura. La domanda fondamentale da porsi non è biologica, ma teologica: perché i guardiani della simulazione promuovono il torpore acustico e la melodia sterile? La risposta ci conduce direttamente nel baricentro di Genesi Inversa: la necessità di mantenere l'Involucro in uno stato di sonno e distrazione oraria.
Capitolo IV: Il Capolinea della Scuola Universitaria
Esiste però un'ulteriore paratia antropologica da valutare. Molti matematici e filosofi ricordano che la musica, essendo basata sulla combinazione di sette note fondamentali, non possiede variazioni infinite; prima o poi, la geometria delle sequenze incontra un capolinea. Sebbene i vari generi musicali o l'invenzione di nuovi strumenti possano reinterpretare i vecchi schemi, la creatività acustica del pianeta sembra essere giunta al suo storico sbarramento.
Questo esaurimento potrebbe non essere un caso fortuito, ma potrebbe essere in perfetta risonanza quantistica con il passaggio evolutivo a cui sembra che l'umanità si sta approssimando. Le grandi energie creative e i temi culturali epici dei secoli passati non sono mai sati proprietà privata degli artisti — i quali sanno perfettamente di essere stati solo canali passivi di trasmissione — ma erano strumenti energetici e pacchetti di informazioni funzionali al risveglio delle coscienze. Ora che quel contenuto informativo potrebbe essere stato interamente iniettato nella simulazione e l'anno "scolastico" potrebbe essere terminato. Le lezioni sono finite, i libri si chiudono e la cattedra si spegne: siamo entrati nella fase dell'Esame Spirituale? L'universo non copia l'uomo; è l'uomo che, quando organizza le scuole nella materia, replica lo schema geometrico del Cosmo.
In questa fisica dell'esame, il fatto che la musica attuale faccia schifo potrebbe produrre un effetto provvidenziale e straordinario. Molti giovani, spinti dal bisogno biologico ancestrale del suono e dell' Arte acustica, non trovando densità nel presente, potrebbero andare a cercare indietro: hanno l'opprotunità di rispolverare l'oro degli anni Settanta, Ottanta e Novanta. Di fatto, la mediocrità del Mainstream, costringe le nuove anime a salvare i capolavori del passato dal macigno della polvere e dell'oblio, riconnettendole alla frequenza corretta della terra di mezzo, a Noise e dazio azzerato. Ai lettori l’ardua sentenza.
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