Un metodo di consapevolezza tra analisi, etica e creazione della realtà
È una struttura di pensiero utilizzata da tempo in molte discipline umanistiche e sociali: psicologia, psichiatria, sociologia, pedagogia, filosofia. A volte viene presentata come strumento clinico, altre come metodo critico, altre ancora come pratica di consapevolezza. Ma raramente se ne esplora fino in fondo il potenziale trasformativo.
Il primo polo: com’è
L’analisi senza illusioni
Il punto di partenza è sempre lo stesso: guardare una situazione per ciò che è.
Il secondo polo: come dovrebbe essere
Etica, immaginazione, visione
Ed è qui che accade qualcosa di interessante.
Il passaggio dal “com’è” al “come dovrebbe essere” non è solo un confronto razionale. È un salto qualitativo.
Entrano in gioco:
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l’etica
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la sensibilità
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la visione del bene
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la capacità immaginativa
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e, più in profondità, la nostra natura essenziale
Creatività come atto ontologico
Dalla fantasia alla creazione
Qui il metodo smette di essere solo psicologico o sociologico, e diventa qualcosa di più sottile.
Potremmo chiamarla:
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creatività consapevole
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creatività simbolica
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creatività quantistica (nel senso non tecnico, ma ontologico del termine)
La realtà non viene più vissuta come qualcosa di fisso e minaccioso, ma come un sistema interattivo in cui l’osservatore ha un ruolo. Un punto di partenza dove ci si mette in gioco per comprendere e per andare oltre.
La tensione creativa tra gli opposti
Il vero potere di questo metodo non sta in uno dei due poli, ma nella tensione tra di essi.
Ma se tengo insieme i due poli, accade qualcosa di raro:
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nasce consapevolezza
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nasce responsabilità
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nasce direzione
È come se la coscienza si trovasse sospesa tra ciò che non funziona più e ciò che ancora non esiste, ma chiede di venire al mondo.
Dal metodo individuale al metodo collettivo
Questo strumento non vale solo per l’individuo.
Applicato alle strutture sociali, ai sistemi economici, ai modelli di convivenza, diventa una lente potentissima:
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com’è il sistema attuale?
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come dovrebbe essere un sistema che rispetti la dignità, la coscienza, la libertà interiore?
Verso la creazione consapevole
Forse il passaggio evolutivo che stiamo vivendo non consiste nel risolvere singoli problemi, ma nel cambiare il modo in cui li vediamo e li affrontiamo.
E forse è proprio da qui che nasce ogni vera trasformazione.
Nel mio saggio IL MONDO IN CUI VIVIAMO cerco di dare una lettura del contesto in cui siamo immersi da un punto di vista esoterico e spirituale e mi spingo anche nel come dovrebbe essere, arrivando addirittura a proporre una secessione spirituale e filosofica dal sistema partendo dall'immaginarne una versione utopistica verso la quale mi sento già di appartenere.
Davide Ragozzini per Maestro Silenzio Edizioni

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