Sembra che l’allarmismo ecologico contemporaneo abbia individuato un nuovo bersaglio mediatico: il consumo d'acqua da parte dei data center dell'Intelligenza Artificiale e degli allevamenti intensivi. Io sono vegano da oltre dieci anni e ovviamente tifo per la vita e la libertà di tutti gli animali, ma quando sento un attivista che induce il terrore nell'opinione pubblica perché negli allevamenti, per produrre un singolo chilogrammo di carne, si consumano migliaia di litri d'acqua, brividisco davanti a tanta ignoranza scientifica.
L'attivismo insinua subdolamente che quell'acqua possa essere "consumata" nel senso di essere definitivamente distrutta, e la massa ci crede ciecamente. La realtà materiale è molto più semplice: l'allevamento avrà una bolletta idrica altissima (e sono cazzi loro), ma quell'acqua, una volta utilizzata, viene ridata interamente alla Terra, la quale si occuperà di ripulirla, filtrarla, mineralizzarla e rigenerarla attraverso le falde e la biosfera. Lo stesso identico processo avviene nei sistemi di raffreddamento dei server dell'IA. L'acqua non viene consumata per sempre.
Questa narrazione del terrore si poggia su un macroscopico glitch logico: l'idea che l'acqua sul pianeta Terra possa essere annientata. In un sistema termodinamico chiuso, la materia idrica non svanisce. Al massimo, viene temporaneamente delocalizzata o modificata nel suo stato fisico.
L'Illusione del Consumo e il Fattore Geolocalizzato
L'acqua che evapora per raffreddate i circuiti del silicio o che viene assimilata e poi espulsa dalla biosfera al ritorno dagli allevamenti, ritorna costantemente nell'etere attraverso il ciclo idrologico naturale (evaporazione, condensazione, pioggia, filtrazione).
L'unico rischio reale e oggettivo non è la distruzione dell'acqua, ma il suo sfruttamento sconsiderato e geolocalizzato. Se in un territorio circoscritto e arido si estrae dalla falda più acqua di quanta la pioggia riesca a ricaricare, si innescano processi locali di inaridimento del suolo nel corso dei secoli. Ma per spostare l'asse climatico e idrico globale attraverso questi squilibri locali, la terraferma necessita di dinamiche industriali coatte protratte per millenni.
Mentre l'opinione pubblica viene distratta e colpevolizzata con il Noise dei server e dei consumi quotidiani, la Matrix occulta deliberatamente due giganteschi fattori di sottrazione idrica globali, REALI e permanenti.
Il Paradosso Industriale: Miliardi di Litri Sequestrati nei Motori
Mentre l'attivismo si indigna per l'acqua che scorre nei condotti dei data center — per poi ritornare immediatamente in circolo nell'ambiente — esiste un silenzio totale sul vero sequestro chimico e meccanico dei fluidi terrestri.
Miliardi di motori termici (automobili, camion, navi, generatori industriali) contengono al loro interno liquidi refrigeranti a base acquosa, sigillati ermeticamente dentro stive d'acciaio e alluminio. Questa immane massa liquida viene letteralmente strappata al ciclo naturale dell'evaporazione e della pioggia per anni, stoccata dentro scatole di metallo sparse in tutto il pianeta. Nessuna campagna moralista o ecologista viene indirizzata contro questo reale confinamento artificiale dell'idratatazione terrestre.
L'Equazione Biologica: 8 Miliardi di Involucri e l'Hacking della Natura
Ma voglio spingermi oltre l'industria meccanica e guardare la biologia. Il corpo umano è un Involucro composto per circa il 70% d'acqua (sangue, tessuti, cellule). L'esplosione demografica degli ultimi secoli rappresenta il più grande spostamento e sequestro di materia idrica della storia della biosfera.
Il passaggio da 1 a 8 miliardi di persone ha costretto il pianeta a immobilizzare stabilmente circa 350 miliardi di litri d'acqua all'interno della carne umana in movimento. E questo assemblaggio artificiale di nuovi corpi viene accelerato dall'ingegneria biotecnologica coatta. Quando la natura nega a un corpo la capacità biologica di riprodursi, l'intervento medico forzato interviene in provetta per mettere al mondo Involucri che l'ecosistema, nel suo bilanciamento omeostatico, non aveva previsto.
Se sono le dinamiche di alterazione a spaventare gli attivisti, il fatto che forziamo la natalità aggirando i paletti biologici dovrebbe essere il primo argomento di discussione. Ma la Matrix impone il dogma secondo cui chiunque ha il diritto assoluto di procreare per soddisfare il proprio Ego, aumentando il numero di Involucri senza pensare alle conseguenze sistemiche a cui la natura aveva già posto rimedio. Questa sovrappopolazione invisibile genera un ulteriore confinamento di fluidi biologici, accelerando la pressione sulle risorse complessive. Certo in questo caso forse il numero è insignificnte ma è la dinamica a essere proeoccupante perché non è vista o non si vuole vedere e poniamo invece attenzione altrove ingigantendo problemi che di fatto non esistono.
Verso una Sovranità Numerica Tollerabile
A prima vista, a causa dei condizionamenti morali della simulazione, questo può sembrare un concetto razzista o, peggio, nazista. Ma non è così: è pura, fredda e oggettiva lettura scientifica di come siamo messi su questo mondo. L'obiettivo non è l’eliminazione coercitiva, ma il ridimensionamento graduale e consapevole del numero di esseri umani, basato su una consapevolezza dilatata dei nodi in cui creiamo reali problemi ecologici, civili, sociali ecc.
La civiltà umana dovrà necessariamente abbandonare l'ipocrisia emotiva del "devo procreare per forza altrimenti sono infelice" per iniziare a calcolare scientificamente il numero di Involucri biologici tollerabili per l'equilibrio della terraferma. Già assecondare la natura dove lei stessa mette i limiti sulle nascite sarebbe un progresso sociale immenso, a discapito di un millantato e distruttivo progresso biotecnologico. Siamo troppi, ma il problema non è solo il numero, è la qualità. È evidente che ci stiamo muovendo sulla Terra come una calamità biologica.
Nel celebre film Idiocracy, ci viene presentata in chiave ironica una società del futuro formatasi in un ipotetico presente in cui gli individui più evoluti e consapevoli hanno smesso di riprodursi per responsabilità sistemica, mentre gli idioti hanno continuato a moltiplicarsi a dismisura, generando un'umanità interamente composta da analfabeti funzionali a una grottesca e terrificante ditruzione. Fa ridere, ma rispecchia esattamente il software del nostro presente.
Solo piallando la propaganda, uscendo dall'ipocrisia sentimentale e comprendendo dove i fluidi vengono realmente sequestrati, l'individuo integro può ritrovare la propria sovranità intellettuale fuori dalla simulazione.
Davide Ragozzini per Maestro Silenzio Edizioni

Sono d'accordissimo con te Davide
RispondiElimina